LE MALFORMAZIONI PIU’ FREQUENTI:
Una delle condizioni congenite più frequenti e spesso di apparente facile approccio e la sindattilia. La sindattilia è definita come una riduzione di ampiezza dello spazio tra due segmenti digitali contigui, può essere completa o parziale. Il trattamento di tale patologia prevede la separazione delle dita contigue e la creazione di uno spazio di ampiezza sufficiente tra le dita interessate.


Sindattilia semplice Pre e Post operatorio
Alla luce di quanto detto, questa condizione appare di relativamente facile approccio. Talvolta però la sindattilia tra due dita contigue è la manifestazione di un altro quadro malformativo, notevolmente più complesso, con aspetti prognostici diversi in termini di risultati e di ricorrenza familiare.
La simbrachidattilia è una deformità che può essere confusa con la sindattilia, poiché presenta dita con riduzione di ampiezza degli spazi interdigitali. A tale condizione è però associato un accorciamento dei segmenti scheletrici, più frequentemente a carico della falange mediale, con ossa più piccole ed articolazioni instabili. Questo tipo di malformazione può manifestarsi, nelle forme più gravi, con la assenza delle dita lunghe centrali o la monodattilia di pollice.
La possibilità di manifestarsi di questi quadri, impone un approccio prognostico e informativo molto diverso rispetto alla sindattilia. E’ infatti doveroso segnalare ai familiari che questa patologia potrà manifestarsi, e non è predittibile stabilire in che entità, in un prossimo figlio, ed è anche importante informare direttamente il paziente che molto probabilmente trasmetterà questa malattia, o il gene responsabile, ai suoi figli.
Il trattamento chirurgico di questa patologia differisce a seconda della gravità della manifestazione. Nelle condizioni meno severe potrebbe essere sufficiente stabilizzare una articolazione o derotare un raggio per migliorare la funzione di presa; in condizioni più complesse di mano monodattile, con un unico segmento digitale, interventi più impegnativi come il trasferimento di dito del piede sulla mano malformata trovano indicazione e apportano spesso un miglioramento sostanziale.
Parlando di primo dito, alla luce di quanto detto in merito alla sua importanza nell’unità funzionale della mano, è naturale supporre che la marcata ipoplasia del pollice o la sua assenza congenita possano condizionare notevolmente la funzione e l’abilità della mano; al contrario questa malformazione potrebbe essere considerata “benigna”, in virtù degli eccellenti risultati che si possono raggiungere chirurgicamente.
In casi simili infatti la scelta chirurgica verte sulla pollicizzazione del secondo raggio, procedura che in un unico tempo permette di ricostruire un pollice con le stessa caratteristiche morfologiche e funzionali del pollice che non è mai esistito


Ipoplasia di Pollice Pre e Post operatorio dopo Pollicizzazione